sabato 21 gennaio 2017

Tra la 7 e la 42.

La prossima volta vado a bermi una birra in metropolitana nell'ora di punta, così sto più comodo. Porco dio.

venerdì 20 gennaio 2017

Signor Piero e signor Diego.

Piero Piero Piero Piero Piero
Diego Diego Diego Diego Diego
Piero Piero Piero Piero Piero
Diego Diego Diego Diego Diego
signor Piero e signor Diego
e signor Piero e signor Diego
e signor Piero e signor Diego
e signor Piero e signor Diego
Piero Piero Piero Piero Piero
Diego Diego Diego Diego Diego
Piero Piero Piero Piero Piero
Diego Diego Diego Diego Diego
signor Piero e signor Diego
e signor Piero e signor Diego
e signor Piero e signor Diego
e signor Piero e signor Diego
Piero
Diego.

giovedì 19 gennaio 2017

Cisanello (e tu' ma', sul più bello, quel gran budello).

John William Polidori, pisano di merda e i suoi appunti di viaggio. Oggi, con i moderni mezzi, li avrèbbano chiamati screenshot, ma s'era nel XIX secolo, quindi puppa.
- zanzare, tigri e non. Ceppièno, iobérva; io che pensavo che l'aria condizionata a fiamma le strinasse. Macché: èscano pure fòri a fuma' una MS;
- alla quarta volta che mi passa davanti un dottorino tutto simpatia vedrai l'Arno ti porta via la voglia di chièdigni: “Tu oggi voglia di fa’ una sega agguantami” si fa impellente;
- sulla trentina, giovane, magro come un chiodo, da Teramo insino a questa città che millanta cure milagrose per la tiroide, folle o pigra che dir si voglia. Uno struggimento infinito per chi viene, solo e sperso, a curarsi;
- nemmen trent’anni, lei, bellìna, coda di cavallo, vestitino leggero, ammodìno, di quelle che ànco ‘r più bérva dice che ragazza ammodìno: il tutto precipita verticale sulle zeppe di Paciotti. Capita, può capitare, è capitato;
- l'interfono non è come in aeroporto: manca il dlìn dlòn, la voce è nitida, persino stentorea, con l'accento che varia dal faugliese, al rosignanese con puntate ora verso Volterra, ora verso Cecina. Tuttduntratto® (l’indimenticato Carlo Dapporto) tutto cambia: la C di dièci, strascinata come ‘r cavolo co’ porri svanisce ed ecco l’ambulatòriottrèh e già il salmastro della costa ionica pervade l’aria;
- vincenti del terzo millennio, vincenti del terzo millennio ovunque. Non c’entra una sega con l’ospedale, ma conforta, specie quando sai quando sei entrato ma non sai quando ne uscirai. Fine pena quasi mai;
- “I signori accompagnatori sono pregati di aspettare in sala d’aspetto”. Ecco a cosa serve la sala d'aspetto, cristo! Come ho fatto a non pensarci?
- una folla oceanica, tutto il giorno, tutti i giorni: la tiroide è una bestia, e come un tiranno, dispone della vita, delle sofferenze e della morte di ciascuno degli afflitti presenti. Viene da pensare (male, perdìo) e pure parecchio: come mai nel corso degli anni quest’impennata lenta e inesorabile?

Perché non crepate, vecchie di merda?

Al supermercato è sempre la stessa storia: la fila più lenta è inesorabilmente la mia.
Ma perché non andate a fa' salotto in camera mortuaria?

mercoledì 18 gennaio 2017

Testa di cazzo.

Quand'ero bambino, se non finivo quello che c'era nel piatto, volavano gli storcióni e tu 'nvece, testa di cazzo, ti permetti di lasciare sempre per ogni giorno che dio (o chi ne fa le veci) manda 'n terra, il tuo bello scartino, in memoria de' fasti che furono. Ma tanto oggi s'entra in guerra, sta' senza penzier'.

martedì 17 gennaio 2017

Alberto Forchielli: più lo leggo più mi convinco di quanto abbia ragione.

Alberto Forchielli, sull’Oblòg, ha detto che, vivendo tra Boston, New York e Hong Kong, quando viene a Milano la soffre perché “è una brutta copia di queste città. Per stile e mentalità i milanesi sono tristi e bruttissimi. In Italia l’originalità è in Romagna, che è unica al mondo perché non copia nessuno. Dopo che stai a Boston, New York e Hong Kong non ti viene voglia di stare a Milano. Ti viene voglia di andare a mangiare il castrato a Porretta, altroché andare a Milano, dove la gente mette su degli show per un appuntamento di lavoro che sembra debba andare a Buckingam Palace”. E come se non bastasse ha aggiunto che i “milanesi sono dei valletti dell’Ottocento. Sono ridicoli e decadenti. Soprattutto sono tragicamente provinciali perché hanno la presunzione di imitare gli abitanti delle capitali del mondo ma è tutta apparenza, perché non rispecchiano il loro reale contesto che, purtroppo, è di basso livello. Sono dei poveretti, troppo leccati, mentre gli uomini davvero potenti, come può essere un ricco cinese con un patrimonio personale miliardario in dollari, viaggia in t-shirt a righe orizzontali, mica con quelle cazzo di cravatte di Marinella”.
* * *
Ringrazio Michele Mengoli di Oblòg per questa perla.

Shalom gigante

Fu inventato da Mosè che scese dal Sinai con le tavole ai piedi.